La Seduzione non Nasce dalle idee Altrui, ma dalle Risposte che Trovi nel Silenzio dopo uno Sguardo.

La seduzione non nasce dalle idee degli altri

Seduttori prima dell'era digitale: il nostro club segreto di esperienze vere

C'erano sere in cui il cellulare non squillava semplicemente perché nessuno ne aveva uno.
Non esistevano gruppi WhatsApp dove condividere una faccina arrapata e farla passare per verità vissuta.
Non c’erano video su YouTube con un tizio che, camminando con l’auricolare nell’orecchio, ti spiegava come diventare un maschio alfa mentre si riprendeva davanti allo specchio sporco di un bagno.

No.
Eravamo tre.
Tutti diversi.
Nessuno con verità preconfezionate.
Uno studiava psicologia, l’altro faceva step davanti allo specchio con la stessa disciplina con cui un monaco entra in trance.
Io suonavo.
Musica, sì. Ma non quella da palco: la musica interiore. Quella che vibra quando sei davanti a una donna e senti che — in quell’istante — o sei vero oppure sei già morto.

Ci vedevamo spesso. In casa, su una panchina, dentro una macchina.
Purché lontani da orecchie inutili.
La seduzione, per noi, non era un passatempo da bar.
Era un laboratorio. Un alambicco.
Un esercizio spirituale che partiva dal corpo e finiva nella carne viva dell’identità.

Ogni incontro era una battaglia. Ma sacra.

Litigavamo. Sempre.
Non per divergenze ideologiche, ma perché ogni confronto era uno specchio impietoso.

“Perché non le hai detto quello che pensavi?”
“Perché ti sei fatto andare bene il suo silenzio?”
“Che cazzo ti trattieni a fare se poi ti lamenti?”

Ogni dialogo era un’operazione a cuore aperto.
Senza anestesia.
Ma uno di quelli che ti ricostruiscono, non che ti frantumano.

Il nostro club era chiuso.
Non per snobismo.
Per necessità.

Chi aveva solo idee non entrava.
Chi rideva per nervosismo, nemmeno.
Chi diceva che la seduzione sono tutte cazzate… di solito non sapeva nemmeno guardare una donna negli occhi.

E le ragazze?
Sì, qualcuna ci gravitava attorno.
Ma erano spesso loro a dire la frase che, ancora oggi, resta un poema:

“Tu sì. Ma i tuoi amici no.”

E noi ridevamo.
Perché sapevamo cosa stavamo costruendo: qualcosa che non poteva essere capito da chi vive in superficie.

Noi non volevamo piacere. Volevamo capire.

Non cercavamo di collezionare numeri.
Cercavamo risposte.
Ogni ragazza era una domanda.
Ogni bacio, una verifica.
Ogni rifiuto, un esame di coscienza.

E ogni volta che ci si ritrovava tra noi tre, si tornava a casa più uomini. Non più furbi.

Oggi sembra tutto più semplice. E invece è solo più finto.

Corsi, guru, chat yahoo, messaggi inoltrati, screenshot.
Un’orgia di opinioni.
Ma quella cosa che brucia nella pancia quando guardi una donna e non sai se parlare o fuggire — quella non te la insegna nessuno.

Non si compra in un corso.
Non si scarica da Facebook.
Non si copia da una chat motivazionale sul gruppo di Yahoo.

Quella te la devi guadagnare.
Serata dopo serata.
Silenzio dopo silenzio.
Errore dopo errore.
Litigata dopo litigata — con te stesso, prima ancora che con gli altri.

La seduzione vera nasce da una cosa sola: la tua capacità di reggere il peso delle tue domande.

Non da quanto sei simpatico.
Non da quante ti dicono “sei carino”.
Non da quanto riesci a imitare "il santone" di turno.

Ma da quanta verità riesci a tollerare quando una donna ti ignora.

Quello che facevamo noi era raro. E lo è ancora oggi.

Eravamo un gruppo vero.
Un cerchio sacro.
Non accettavamo chi cercava approvazione.
Solo chi cercava sé stesso.
Solo chi voleva demolirsi per poi ricostruirsi meglio.

Le ragazze non erano il premio.
Erano lo specchio.
E come tutti gli specchi sinceri, mostravano anche quello che non volevi vedere:

– Le tensioni nella voce.
– Il blocco nel respiro.
– Il vuoto nelle parole.

“Non mi sono avvicinato perché sembrava impegnata…”
“Non era il momento…”
“Era solo una mia impressione…”

Tutte balle.
E ce le strappavamo a vicenda.
Come croste vecchie su una pelle che voleva respirare.

E oggi, se vuoi iniziare davvero, smetti di cercare una tecnica.

Cerca due persone che non ti lasciano scappare.
Racconta cosa hai fatto con una ragazza.
E ascolta mentre ti dicono dove hai mentito a te stesso.

Quello è un corso vero.
Quello è un gruppo vero.
Il resto è rumore.

In sintesi?

– Non seguire chi ha idee.
– Stai con chi ha esperienze.
– Costruisci le tue risposte.
– Confrontati con chi è disposto a mettersi in discussione.
– E non lasciarti distrarre da chi recita il ruolo del seduttore per non affrontare il proprio vuoto.

Perché sedurre non è ottenere.

È rivelarsi.
E se vuoi rivelarti davvero…
…devi prima capire cosa stai ancora nascondendo.

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